Il Giardino dell' Erba Voglio

Libellula

Agostino Barletta      
Libellule che danzate sullo stagno
il vostro canto d'amore
concedete uno sguardo fugace
alle foglie di giaggiolo
che culleranno nel vento
i vagiti delle vostre neanidi.
("Danze di libellula", Genova, aprile 2008)
Fu amore volante
nel cielo d�aprile:
lui non pilotava
un quadrimotore,
lei non assisteva
nessun viaggiatore,
ma scesero in picchiata
sul giallo dell� iris
che fu la loro alcova
e  l�acqua dello stagno
brill� di mille uova.
("Gravi-danza di libellule", Val Borbera, 26 aprile 2014)
     Eterea libellula
    creatura evanescente
    figlia di una larva unica,
    che sa congiungere
    il cuore con la mente (1)
    e, senza confondere
    peto con sospiro,
    capace di scoreggiar con l’ano,
    come pure trarne respiro. (2)
 
    Lei che mille padroni di cani
    saprebbe render felici e contenti,
    e sola a conoscer l’arte
    di far fagotto
    con i suoi escrementi.(3)
 
    Lei che ha imparato,
    nella realta' dei fatti,
    a viver dodici vite
    assai piu' dei gatti. (4)
   
    E la sua orrida maschera ben conosce
    le virtu' dell’apparenza
    tanto da insegnare a tutti noi
    che non se ne puo' fare senza.(5)
   
    Lei che nel buio fango (6)
    vive predando,
    sa procurare vita al cielo,
    ogni volta che libellula diventa,
    sfarfallando.
                    ("Madri di libellule", Genova, dicembre 2002)
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(1)       Le larve sono munite di un organo temporaneo: il cuore cefalico.
(2)       La respirazione avviene mediante branchie situate nel retto.
(3)       Gli escrementi sono ben avvolti in un sacco muccoso.
(4)       Le larve subiscono una lunga serie di mute: da undici a quindici.
(5)       L’apparato predatorio, indispensabile per la sopravvivenza delle larve, denominato maschera.
(6)       Molte larve amano vivere nelle acque fangose degli stagni, tutte sono sempre lucifaghe.