Il Giardino dell' Erba Voglio

Rana

      Guido Gozzano
       Lo stagno risplende. Si tace
la rana. Ma guizza un bagliore
d'acceso smeraldo, di brace
azzurra: il martin pescatore...
                        (Da: "L'assenza")
 
Angelo Guarnieri
(Con omaggio ad Aristofane)
 
O rane, disprezzate rane.
Sento, questa sera,
un fascino irrefrenabile
per il vostro canto nel fossato.
Un canone ben ordinato
melodiato dall' amore.
In questo avvio di primavera
muove la danza delle ombre
all'incanto della notte.
Riluce l'oro della luce che non fu.
Per tutta la giornata
un umido umore
ha stampato sulla pelle
e nell'intimo sensore
un opaco dolore.
Una forza molle, vischio
che secca l'ugola del pettirosso
ha sfarinato il cuore
del sogno radicato nel mito
dell'interminabile innocenza.
Per esso gli uomini
potevano cantare in coro;
secondo natura,
anche senza direttore.
Come le rane, con semplicita'.
Non era poi offesa al decoro
che l'abito non fosse da parata.
                         ("Il coro delle rane")
 
      Eugenio Montale
       La rana, prima a ritentar la corda
dallo stagno che affossa
giunchi e nubi, stormire dei carrubi
conserti dove spenge le sue fiaccole
un sole senza caldo, tardo ai fiori
ronzio di coleotteri che suggono
ancora linfe, ultimi suoni, avara
vita della campagna. Con un soffio
l’ora s’estingue: un cielo di lavagna
si prepara a irrompere di scarni
cavalli, alle scintille degli zoccoli.
        (Da: "Le Occasioni")
 
... Solo
ci si deve affrettare perche' potrebbe
non essere lontana
l'ora in cui troppo si sara' gonfiata
secondo un noto apologo la rana.
        (Da: "Elogio del nostro tempo")
 
       Giovanni Pascoli
        Il giorno fu pieno di lampi;
        ma ora verranno le stelle,
        le tacite stelle, Nei campi
        c'e' un breve gre gre di ranelle.
        Le tremule foglie dei pioppi
        trascorre una gioia leggiera...
        Nel giorno, che lampi! che scoppi!
                            che pace, la sera.
Si devono aprire le stelle
nel cielo si' tenero e vivo.
La', presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell'aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
                        nell'umida sera...
                        (Da: "La mia sera")
 
Gianni Rodari 
A Villa Sciarra c'e' un laghetto,
ci stanno due rane e un ranocchietto
su una foglia -e ancora ne avanza-
ci fanno cucina, salotto e stanza.
Non pagano affitto ne' caparra,
beati i ranocchi di Villa Sciarra!
                ("I Ranocchi di Villa Sciarra")